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Le miniere di ferro di Cogne (AO)

Le miniere di ferro di Cogne sono situate a NE del centro omonimo ad una quota di 1.550 m s.l.m. al bordo orientale del massiccio del Gran Paradiso. Cogne vanta una storia plurimillenaria (vi si ritrovano infatti manufatti risalenti all’epoca romana), ma deve la sua fama soprattutto alla presenza nel suo territorio di numerosi siti minerari, alcuni dei quali di notevole importanza economica. Sono famosi i giacimenti ferriferi situati alle pendici del M. Creya, sfruttati fin dalla prima metà del 1400. Il primo giacimento ad essere sfruttato fu Liconi posto sul versante meridionale del M. Creya a quota di 2.520 m, mentre il giacimento di Larsinaz, situato sul versante occidentale del M. Creya a quota 2.000 m circa, fu scoperto e sfruttato solo a partire dal 1853. I giacimenti di Colonna e Costa del Pino furono scoperti e coltivati solo nel secolo scorso.

Dal punto di vista geologico, l’area di Cogne appartiene alla Falda Piemontese; vi affiorano due unità ofiolitiche separate dalle sequenze triassico-liassiche del “Faisceau di Cogne”.

L’unità ofiolitica inferiore è costituita in gran prevalenza da metavulcaniti basaltiche, metagabbri e serpentiniti, con limitate coperture sopraofiolitiche ed è contraddistinta dalla presenza di relitti eclogitici.

L’unità superiore è costituita da calcescisti mesozoici prevalenti sulle pietre verdi rappresentate da intercalazioni stratiformi di prasiniti e subordinate scaglie di serpentiniti e metagabbri. Questa unità è caratterizzata da associazioni metamorfiche in facies scisti verdi; rari relitti eclogitici sono segnalati solo nelle sezioni ofiolitiche sommitali, situate alla base del lembo Austroalpino del Monte Emilius (Amstuz, 1962).

La grande massa serpentinitica che include la mineralizzazione di Cogne è confinata a tetto da calcescisti e a letto da grossi banchi di calcari più o meno dolomitici. Sotto i calcari affiorano di nuovo i calcescisti identici a quelli della parte sommitale (calcescisti dell’Alpe Taveronaz). Entro i calcescisti si trovano intercalate anche lenti di rocce basiche, come anfiboliti e prasiniti. La copertura detritica è costituita principalmente da detrito di falda e in parte da depositi glaciali.

La mineralizzazione di Cogne è situata alle pendici sud-occidentali del Monte Creya, tra la valle del Grauson e il Vallone dell’Urtier, tra quota 2000 m e 2500 m. È costituita da una lente maggiore (chilometrica) e alcune lenti minori di magnetite associata a serpentiniti entro calcescisti, marmi e minori calcari e dolomie metamorfosate a letto e calcescisti a tetto. Le lenti raggiungono lo spessore di circa 200 metri. La scistosità dominante nei calcescisti e marmi immerge verso NE.

I marmi sono localmente mineralizzati a cromite ed ematite; talora mostrano magnetite disseminata o in lenti.
La sequenza del Monte Creya comprende, dal basso verso l’alto: calcescisti con intercalazioni di calcari, e rare intercalazioni di prasiniti; serpentiniti mineralizzate, calcari e calcescisti (Punta di Montzalet), prasiniti e ancora calcari (M. Creya) (Amstutz, 1962). L’assetto strutturale è complicato dall’interferenza di almeno due fasi di pieghe riconoscibili a scala ettometrica. La lente di serpentinite è stata coinvolta da queste deformazioni avvenute entrambe in condizioni duttili con ricristallizzazione della magnetite.

La lente maggiore di serpentiniti continua verso est alla testata della valle di Liconi con altri piccoli affioramenti situati a sud della Testa di Money e della Penne Blanche fino al passo d’Invergneux lungo il versante destro del vallone dell’Urtier. Secondo i rilievi eseguiti da A. Stella nel 1916, la massa mineralizzata della Miniera Liconi aveva sviluppi laterali fino alle gallerie di Colonna e Carlo Muta. In termini numerici, Stella affermava che l’intera mineralizzazione aveva un’estensione laterale di almeno 300 metri e uno spessore medio di 50 metri (supponendo che nella porzione centrale della lente lo spessore raggiungesse 150 metri). Lo stesso Stella aveva stimato un volume di circa 2,25 milioni di metri cubi.


Percorsi e località

ELABORAZIONI

 

 

Fruizione

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3D

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FONTI

Figaroli M., Martin S., Malusà M., 2007, Analisi geologico-strutturale dell’area mineraria di Cogne, Università degli Studi dell’Insubria, Tesi di laurea.

Progetto Alpine Space Interreg III B Le Vie dei Metalli – The Iron Route (link)

Elaborazioni GIS e foto: Figaroli M. (© M. Figaroli)